Redazione:idealista
Dal 2021 Tari, la tariffa sui rifiuti, e Tefa, il tributo sulla tutela ambientale, si separano. Arrivano dunque nuovi codici tributo, da utilizzare tramite F24 e F24 Ep. La risoluzione n. 5/E del 18 gennaio 2021 ha istituito “Tefa”, “Tefn” e “Tefz” per il pagamento di tributo, interessi e sanzioni.

A partire dall’anno d’imposta 2021, gli importi relativi al Tefa devono essere versati – Tefa tramite F24 e F24 enti pubblici – separatamente dalla Tari utilizzando i codici tributo istituiti con la risoluzione n. 5/2021:

“TEFA” denominato “TEFA – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente”;

“TEFN” denominato “TEFA – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente – interessi”;

“TEFZ” denominato “TEFA – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente – sanzioni”.

In sede di compilazione F24, i nuovi codici tributo sono esposti nella sezione “Imu e altri tributi locali”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando:

nel campo “codice ente/codice comune” il codice catastale del comune nel cui territorio sono situati gli immobili;

se il pagamento è effettuato col ravvedimento bisogna barrare la casella “Ravv.”;

nel campo “Numero immobili” devono essere indicati il numero degli immobili;

nel campo “rateazione/mese rif” il numero della rata nel formato “NNRR”, dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate. Se il pagamento avviene in un’unica soluzione, il suddetto campo è valorizzato con “0101”;

nel campo “Anno di riferimento” l’anno d’imposta a cui si riferisce il pagamento, nel formato “AAAA”. Nel caso in cui sia barrata la casella “Ravv.” indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata.

In sede di compilazione F24 Ep, i nuovi codici tributo sono esposti nella sezione “Tares-Tari” (valore 5), in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”, riportando:

nel campo “codice”, il codice catastale del comune nel cui territorio sono situati gli immobili;

nel campo “estremi identificativi”, nessun valore;

nel campo “riferimento A” (composto da sei caratteri), nei primi due caratteri, un valore a scelta tra “RA” (versamento a titolo di ravvedimento) e “00” (versamento ordinario); nei successivi quattro caratteri, l’anno di riferimento nel formato “AAAA”;

nel campo “riferimento B” (composto da sei caratteri), nei primi due caratteri, il numero di rata in pagamento, nel formato “NN” e, nei successivi due caratteri, il numero di rate totali, nel formato “RR” (in caso di pagamento in un’unica soluzione indicare “0101”). Negli ultimi due caratteri indicare il numero degli immobili a cui si riferisce il versamento (da 01 a 99).